Mi chiamo Franco.
Sviluppo per il web.

12 marzo 2019

Il contenuto ha la priorità

Ho sempre creduto che il web fosse proprio un bel posto, un luogo in cui tutti avevano la possibilità di girovagare liberamente, con qualsiasi strumento a loro disposizione, da ogni angolo del pianeta. Un mondo che tutti ci ritrovavamo, alla fine, a frequentare, chi per cercare la ricetta della torta della nonna, chi per consultare i corsi di laurea di un'università. Nel percorso di approfondimento delle mie conoscenze in ambito web mi sto imbattendo sempre più, però, in articoli e interviste che sostengono, in certi ambiti specifici, il contrario. Un primo esempio è rappresentato dall'opera di Douglas Crockford, personaggio ben noto alla comunità JavaScript soprattutto per il suo libro JavaScript: The Good Parts (il cui successore è How JavaScript Works) in cui egli indica come il linguaggio sia “cosparso” qua e là di difetti. Mi fa quasi intimidire il pensiero che proprio questo linguaggio stava per diventare il mio preferito, non perché amassi particolarmente la sua sintassi (che, anzi, mi ha creato e continua a creare talvolta grattacapi) ma come semplicissima conseguenza di un fatto: amavo il web e JavaScript è da sempre stato la sua lingua franca. Niente di più. Il mio amore per questo linguaggio, quindi, è stato del tutto casuale: se il web fosse stato programmabile in C, il C sarebbe divenuto il mio linguaggio preferito.

Tutto questo discorso viene ulteriormente complicato dal pensiero di altri personaggio del mondo web, come Kyle Simpson con la sua collana You Don't Know JS, in cui egli suggerisce di non giudicare JavaScript in manierà così negativa, in quanto ogni cosa al suo interno ha un motivo di esistere, anzi: un serio sviluppatore JavaScript è tale solo se si rimbocca le maniche e ne impara tutti gli aspetti, belli o meno che siano. La confusione viene nuovamente accentuata quando, in evidente risposta a questa corrente di pensiero, si inserisce nuovamente Crockford, secondo cui non è vero che bisogna usare tutte le parti di un linguaggio, non sarebbe una cosa sensata: bisogna utilizzare una specifica funzionalità solo se essa funziona (perdonate il gioco di parole) e non è causa di bug.

Riprendendo il discorso, comunque, posso dire che JavaScript è il linguaggio che attualmente mi interessa di più, proprio perché con esso posso sviluppare per il world wide web.

Codice JavaScript
Frammento di codice JavaScript - Photo by Pankaj Patel on Unsplash

Un discorso del tutto simile è avvenuto sul tema della privacy. Come ho spiegato nel mio articolo Tuteliamo la nostra privacy online, essa non è mai stata un mio interesse e solo di recente ho messo in dubbio le mie credenze, precedentemente costruite attorno al generale pensiero “Io della privacy me ne frego perché tanto non ho nulla da nascondere”. In poco tempo il mio pensiero è stato completamente ribaltato: ora ai miei dati ci tengo e non a caso ho iniziato ad utilizzare strumenti (quali browser, plugin etc.) che lavorano per garantire una maggiore protezione mentre si naviga in rete.

Perché questa premessa? Perché, illuminato dall'opera di Brad Frost Death to Bullshit, sono ormai conscio del fatto che il web è in gran parte composto da siti che annegano in un mare di schifezze. Pop-up invasivi, pubblicità, finestre che suggeriscono di iscriversi a newsletter, di effettuare una qualche registrazione o che invitano a seguire una pagina Facebook; la lista è lunga. In questo mare di eccessi è sfortunatamente facile perdersi e smarrire il punto in cui si trova l'informazione di cui si necessita. Tutta quella pubblicità per racimolare qualche soldo è davvero necessaria? Tutte quelle finestre invasive sono così dannatamente essenziali? La risposta in molti casi è no! Perchè un sito semplice come un blog personale devono essere imbottiti con tanti elementi superflui e spesso odiosi (perché sì, danno fastidio e basta)? I siti sembrano urlarci contro quando li visitiamo, mentre noi vorremmo invece una tranquilla navigazione attraverso i loro contenuti, senza sentirci oppressi dai consigli di continui pop-up e inserzioni pubblicitarie. Il web è un mezzo di comunicazione, un sito è un insieme di informazioni. Quando si crea un sito bisogna pensare innanzitutto al contenuto, il suo vero protagonista. Un sito serve proprio a comunicare, e il destinatario di questa comunicazione è l'utente che ci giunge. Il nostro compito è quello di permettergli di trovare ciò che gli serve nel modo più semplice e tranquillo possibile.

Pubblicità ovunque. Deve esserci anche nel web? - Photo by Joshua Earle on Unsplash