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Sviluppo per il web.

16 marzo 2019

#FridaysForFuture: alle parole seguano i fatti

La manifestazione che ieri ha coinvolto i ragazzi di tutta Italia, uniti attorno al critico tema della salvaguardia del nostro pianeta in risposta all'appello della piccola Greta Thunberg, è stata una cosa meravigliosa. Personalmente non ricordo un corteo di tale portata e, soprattutto, civiltà. Le uniche cose che sventolavano ieri erano bandiere e striscioni colorati, niente sassi, nessun fumo dei fumogeni. Un evento davvero unico a mio avviso, importante, radicale e particolarmente sentito, cosa che mi fa ben sperare. Ad essere sincero, sentir parlare di questo tema da parte di ragazzini di 15 anni ha destato in me particolare stupore, alla luce del fatto che la mia fiducia nella maggior parte di loro è (ahimè) totalmente assente. Troppo spesso si sente di ragazzi protagonisti di pestaggi, spaccio di groda, violenze su loro coetanei, rapine. Naturalmente non serve nemmeno ricorrere all'espressione “non fare di tutta l'erba un fascio”, perché è chiaro che non bisogna commettere l'errore di prendere questa feccia in rappresentanza di un'intera generazione. Di bravi (futuri) ragazzi ne esistono eccome, è certo, e credo che molti di loro erano presenti tra le fila di ieri.

Un evento memorabile, si diceva. Questa memorabilità, però, porta con sè una notevole dose di responsabilità, ossia la responsabilità di agire! Non posso nascondere che il mio primo pensiero alla vista di tutti quei ragazzi al telegiornale è stato “vorrei sapere quanti di loro, domani, metteranno in atto la volontà di agire che stanno così energicamente esprimendo oggi”.

Il movimento di protesta aveva il classico obiettivo di “far giungere il messaggio alle istituzioni” e destare gli animi dei diretti interessati, in altre parole coloro che governano il mondo. Se da un lato ciò è fondamentale, dall'altro il desiderio non si deve limitare a questo. Se è vero che sono loro a decidere come condurre la politica di sostenibilità ambientale globale, il primo movimento di ribellione e novità, in tal senso, deve avvenire in noi stessi.

Quanti di quei ragazzi, fra una settimana, si sveglieranno e diranno «Oggi a scuola ci vado in moto», oppure cominceranno a non gettare più le sigarette per terra dopo aver (ahimè) fumato, o inizieranno a chiudere il rubinetto dell'acqua ogni volta non sia necessaria, ad esempio mentre ci si lava i denti? Piccoli gesti che fanno la differenza. È tutto molto bello a parole, ma coi fatti si crea un tesoro inestimabile.

Il tema di cui si sta parlando è il più importante tra tutti quelli di cui si possa discutere: non si parla di quell'orribile macchina che è la politica (mi permetto di prendere in prestito, a tal proposito, la definizione fornita dal Dizionario del diavolo di Ambrose Bierce, che la descrive come “conflitto di interessi mascherato da lotta fra opposte fazioni. Conduzione di affari pubblici per interessi privati.”), né di ideologie. Non si tratta di votare per qualcuno, di diffondere una certa corrente di pensiero, di difendere i diritti di una persona. Qui si sta parlando del pianeta Terra, la nostra casa. Anzi, a essere precisi, quasi non lo definirei in questo modo, per evitare di commettere l'errore di pensare “a casa mia io faccio quello che voglio”. Noi esseri umani, su questo pianeta, siamo ospiti ed è solo per com'è andata a finire la storia dell'evoluzione se ci riteniamo in diritto di fare ciò che vogliamo con le sue risorse e i suoi tesori. È il futuro di questo pianeta che decide le sorti dell'intero genere umano, non un partito, un presidente o una nazione.

Abbiamo logorato per anni il pianeta con i nostri consumi, le nostre produzioni, l'abbattimento delle foreste, la distruzione delle barriere coralline, l'ormai globale onnipresenza della plastica, il peggioramento dell'effetto serra, la creazione del buco dell'ozono, etc. La lista certo non si ferma qui.

È chiaro che i principali responsabili di tutto questo sono le politiche dei governi che finora hanno direzionato (male) il destino del nostro pianeta, così com'è palese che ognuno di noi ha la sua buona dose di responsabilità per ciò che ha fatto di disonesto per il pianeta. È giunto il momento di agire, di muoversi concretamente, limitando i consumi e debellando l'abbandono dei rifiuti. Un evento come quello di ieri merita un seguito degno della sua bellezza. Ricordiamoci questo: noi su questo pianeta siamo ospiti e dobbiamo cercare di lasciare una traccia quanto più lieve possibile del nostro passaggio (ovviamente, per quanto concerne l'inquinamento).